Pubblichiamo
qui un breve"estratto" dell'introduzione
del libro "COME SCRIVERE
UN CORTOMETRAGGIO"
INTRODUZIONE
L’obiettivo di questo libro è
di fornire uno strumento ai filmmakers
indipendenti e agli studenti di cinema
che debbano scrivere una sceneggiatura
per un cortometraggio.
Articolando una definizione del cortometraggio
speriamo di dissipare i molti malintesi
che lo circondano. Il malinteso più
comune è intendere il cortometraggio
come un frammento di un lungometraggio.
Malintesi più sottili paragonano
il cortometraggio alle forme analoghe
di altre arti – il racconto breve,
la commedia in un atto unico, la fotografia,
la pittura. Il cortometraggio ha rapporti
con le altre arti ma è unico per
quanto riguarda la durata e la narrazione.
Contiene molte più immagini di
un dipinto o di una fotografia e utilizza
un racconto per immagini, mentre una commedia
o un racconto si esprimono attraverso
la paro l a .
Cos’è un cortometraggio?
Il cortometraggio è un film di
durata non superiore ai trenta minuti.
Può essere narrativo, documentario
o sperimentale. Può essere realizzato
con personaggi reali o in animazione.
Specifichiamo la durata in quanto i film
più lunghi di trenta minuti hanno
tendenzialmente un approccio diverso al
personaggio e alla trama. Spesso i film
compresi fra i trenta e i quaranta minuti
includono una sottotrama. La presenza
di una sottotrama è molto evidente
nella struttura dei telefilm, persino
in quelli di mezz’ora, ment re un
particolare approccio al personaggio e
una trama semplificata sono caratteristiche
del cortometraggio. Il limite dei trenta
minuti contribuisce ad aumentare queste
specificità.
Ogni genere ha una propria forma narrativa
e ognuno racconta una storia. Questo libro
si concentra in particolare sul cortometraggio
di finzione, ma mostre remo anche come
la forma corta sia stata presa in prestito
dagli altri generi. È molto importante
che lo scrittore giovane o inesperto capisca
che anche se le sceneggiature del documentario
e del film sperimentale possono svilupparsi
in modo atipico, hanno comunque un obiettivo
e una forma narrativa. Alcune storie possono
interagire con la forma, lottare con essa
o giocare con il contesto, come nel caso
di molti film sperimentali postmoderni.
Anche questa è strategia narrativa.
Nel documentario la struttura può
essere guidata dalla voce narrante o da
un narratore in campo, che agisca da guida.
Questi approcci narrativi in terza persona,
nonostante spesso non funzionino nei film
di finzione, forniscono al filmmaker una
strategia narrativa formale. Il film di
finzione tende a essere più narrativo
di quello sperimentale. Il documentario
tende ad avere un obiettivo editoriale
più evidente del film di finzione.
[...] Continua
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Quello
che segue è la presentazione degli
autori e una breve intervista degli autori
di "IL MONDO NARRATIVO"
AUTORI: Chi sono
Davide Pinardi (Milano, 1952)
ha scritto romanzi, testi teatrali,
saggi storici e libri per bambini, tradotti
in vari paesi. é autore di sceneggiature
per il cinema e di format televisivi.
Ha insegnato all'Università Statale
di Milano e nel carcere di San Vittore;
oggi è docente di Scrittura narrativa
all'Accademia di Brera.
Pietro De Angelis (Ascoli Piceno, 1973)
si è laureato in Filosofia
presso l'Università dell'Aquila
e ha conseguito il Master in teorie e
tecniche della narrazione presso il Centro
Studi Holden di Torino. Attualmente si
occupa di scrittura teatrale e sceneggiatura
televisiva.
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INTERVISTA AGLI AUTORI
D – Esistono già
molti manuali di scrittura e sceneggiatura:
qual è l’originalità
di questo libro?
R – «A differenza dei testi
già esistenti, il nostro affronta
le tematiche della narrazione non dal
punto di vista della costruzione della
storia ma da quello della elaborazione
del mondo narrativo. I mondi narrativi,
in estrema sintesi, sono i contenitori
all'interno dei quali le storie si sviluppano
e si articolano. Chiunque voglia narrare
deve confrontarsi con una storia ma soprattutto
con il mondo in cui essa vive. Una particolare
attenzione ai mondi narrativi, prima che
alle singole storie, è resa inoltre
sempre più attuale dalle moderne
forme narrative che si sviluppano in prospettiva
seriale (saghe letterarie e cinematografiche,
serial televisivi, spot a puntate ecc.):
prima di scrivere storie bisogna creare
format, bibbie, concept… cioè
mondi nuovi, originali, interessanti.»
D – Un testo soltanto per
professionisti di televisione e cinema?
R – «No. Il libro è
stato pensato per questi professionisti
ma anche per persone che vogliono soltanto
scrivere fiction per proprio piacere (o
che vogliono leggere meglio e più
a fondo). Inoltre, per il suo approccio
complessivo, il testo può essere
di grande aiuto a giornalisti, documentaristi,
fotografi, pubblicitari, compositori,
curatori di mostre ecc. Non solo narratori
in senso stretto, dunque, ma autori e
saggisti che si trovino nella necessità
di descrivere un mondo. La capacità
di evocare mondi suggestivi ed emozionanti
per la mente e l’animo di spettatori
e lettori sta diventando infatti sempre
più importante in molteplici campi
professionali. Senza dimenticare ovviamente
coloro che per primi dovrebbero narrare
e insegnare a narrare: i docenti delle
scuole di ogni grado.»
D – Perché vi ritenete,
come autori, particolarmente qualificati
in questo campo?
R – «Riteniamo di esserlo
sia per la lunga esperienza professionale
(specificamente di Davide Pinardi) sia
per i molti corsi tenuti in tutta Italia.
Ma questo di per sé non basterebbe.
Ci sono altri due elementi importanti.
In primo luogo abbiamo cercato di trattare
queste tematiche senza presunzione e con
molta affabilità. In secondo luogo
pensiamo che il nostro approccio sia realmente
innovativo e proficuo. Per rendersi conto
di quanto sia nuovo, basta esaminare i
testi in commercio: da una parte un gran
numero di manuali che si occupano in modo
esteso delle tecniche di strutturare una
storia; dall’altra un numero ridottissimo
di libri che toccano, o soltanto sfiorano,
il problema di come costruire i mondi
narrativi. Basterà una rapida scorsa
delle nostre pagine (fermo restando che
poi il testo va approfondito…) per
coglierne la freschezza teorica e l’immediata
spendibilità pratica!»
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