CHIEDEVANO IL PANE

di

Manuel Sgarella

SOGGETTO


Bambini ritrovati nei cassonetti, picchiati o violentati, o più semplicemente non considerati da genitori che sempre più spesso li affidano a baby sitter sconosciute a favore di una soddisfazione personale tanto labile quanto egoista. Verona è la città dell’amore, la città di Romeo e Giulietta e, come in tante altre città del mondo, gli adulti prediligono il presente al futuro e antepongono loro stessi a tutto.
E se all’improvviso nessuna donna rimanesse più incinta? Ma non solo: se i neonati morissero negli ospedali senza motivo e le donne in dolce attesa abortissero spontaneamente? In “Chiedevano il pane” tutti questi “se” diventano realtà.
La fecondazione artificiale è inutile, tutti gli ovuli non sono più fecondi. La scienza non si spiega cosa stia accadendo e nemmeno le religioni riescono a dare una risposta ai fedeli. Per molti si tratta di una nuova occasione per fare business. “Tanto gli scienziati troveranno sicuramente una soluzione” è l’opinione comune.
Qualcuno pensa persino che la causa sia da imputare a un attacco batteriologico di matrice terrorista, operato su scala mondiale. Ma nessuno rivendica l’atto: tutte le popolazioni del mondo sono vittime di questo inspiegabile dramma.La vita delle persone si intreccia e prosegue come se nulla di tutto ciò stesse accadendo, ma nelle coscienze di molti uomini e donne si fa strada l’idea non avere un futuro. Come si può vivere sapendo che tutto quello che facciamo, che costruiamo, che scriviamo, non servirà a nessuno? Come credere in qualcosa se la punizione prevarica qualsiasi speranza? Come sperare?
Dopo mesi di attesa, di paura e di rassegnazione, la vita riprenderà, così come è stata interrotta, all’improvviso. Ma l’uomo avrà davvero imparato a rispettare il suo bene più prezioso?

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